Proprio dai songsters prese corpo la figura del musicista girovago, come unica compagna nelle sue peregrinazioni una chitarra o un armonica, itinerante negli stati del sud in cerca di fortuna. Verso la fine del secolo le strade della regione del Delta, formato dalla confluenza del Mississippi e dello Yazoo River, furono il teatro di elezione di quei musicisti, "Padri" dei bluesman e primi protagonisti di quel processo di maturazione che segnava la simbolica fine del nero dell'epoca schiavile, e la nascita del nero americano, in viaggio verso la scoperta di una nuova identità e lacerato dalla contraddizione tra la ricerca delle sue originarie radici culturali africane e il tentativo di assimilazione nella società americana.

Proprio in quella contraddizione il blues troverà la sua principale ragion d'essere, divenendo vera e propria "colonna sonora" del processo di consapevolezza e di riscatto dei neri americani.

Il termine "Blues" ebbe origine dall'espressione "to have a blue devils" (letteralmente "avere i diavoli blue"), indicativa di uno stato di profonda depressione, quasi di disperazione esistenziale, e "blues" è la "medicina" del popolo nero americano, l'unico modo reale di scacciare la malinconia, cantare le proprie tensioni e il proprio malessere per esorcizzarli comunicandoli alla propria gente.

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