Anche Paul Oliver, un'autorità nel campo degli studi sulla musica popolare nera, afferma che le distinzioni tra i vari stili (country blues, rural blues, urban blues, classic blues, post-classic blues, Georgia blues, archaic blues, Mississippi blues, Texas blues, rhythmn and blues) sono tali, tante e talmente variegate, che la più attendibile è quella basata sulla struttura armonica delle canzoni.

Abbiamo così la principale famiglia dei songs caratterizzati dalle classiche "12 battute" (twelve-bar blues) divise secondo il semplice schema A - A - B (più precisamente AB - AB - CD) costituiti sulle armonie di tre accordi (Tonica, Dominante e Sottodominante) di quattro battute ciascuno, e tre stanzas o versi, i primi dei due uguali e ripetuti, ed il terzo a chiudere e dare compiutezza alla strofa, per esempio:

"I'll be wrong but I'll be right someday
 I'll be wrong but I'll be right someday
 Well I Know you're going be sorry to treated me this way"
 
" Va tutto storto ma un giorno andrà meglio
   Mi va tutto storto ma un giorno andrà meglio
   Bene, so che ti scuserai per avermi trattato in questo modo"

che traspongono nel binomio chitarra-voce la struttura di chiara matrice africana ( e derivata dai richiami delle piantagioni e dei campi, dai worksongs, dagli hollers e dai ditties), per mezzo del caratteristico uso della scala pentatonica minore (con la terza e la settima in bemolle, quindi abbassate di un semitono), e quindi dal particolare uso delle cosiddette blue notes o bent notes (note abbassate), un elemento peculiare e distintivo di questo che viene considerato "puro blues". (benché questa sia la forma più usata, esistono numerosi blues strutturati sulle "8", "16", tipiche del Gospel e sulle "24", "32" battute)

...continua....

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