Come definire o classificare il  blues ? Come inquadrare precisi e attendibili riferimenti storico culturali sulla sua nascita e le sue origini? E soprattutto, cosa significa e cosa è veramente il blues? 

E' molto difficile classificare in maniera rigorosa questa espressione artistica che si pone come estremo legame del popolo nero con le radici africane (lo scrittore James Baldwin ha affermato: "Quando i neri americani hanno preso coscienza di se stessi, si sono resi conto che ciascuno stato africano - il Gambia ad esempio - prima faceva parte di uu altro paese che ora non esiste più"), e che si sviluppò poi come musica folk (nel senso rafforzativo di Krebhiel, inteso cioè non come popular song ma come folk song, cioè non come canzone popolare ma come creazione spontanea del popolo),

, nata spontaneamente come da un urlo dell'anima dei neri americani e con precisi riferimenti ritmici e strutturali temperati  nelle poliritmie percussive della West-Africa, nelle polimorfe strutture melodiche di derivazione arabo-musulmana, e caratterizzata da una forte tendenza ai temi sincopati.

Un modo di essere e di esprimersi che è diario, costume, storia e testamento del popolo nero, che è esperienza di un intero popolo perchè non trascende la coscienza individuale ma allo stesso tempo abbraccia ed estrinseca speranze, preghiere, esigenze ed aspirazioni universali traendo, il suo nous,  dall'assimilazione e dall'elaborazione di elementi culturali diversi e linfa vitale dal feeling e dall'emozionalità.

Come afferma lo studioso, poeta ed attivista politico nero Leroy Jones: "Il nero come schiavo è una cosa, il nero come americano è un'altra. Ritengo che il blues ed il nero americano siano nati conteporaneamente", e poi: " il ruolo dell'Artista Nero in America consiste nel contribuire a distruggere l'America che egli conosce...L'Artista Nero deve estrarre dalla sua anima l'immagine esatta del mondo...L'Artista Nero deve mostrare quanto sia dolce la vita e quanto differisca dalla stretta mortale degli Occhi Bianchi. L'Artista Nero deve insegnare agli Occhi Bianchi la loro morte ed insegnare all'uomo nero il modo di realizzare questa morte".

Cio che noi definiamo blues è un drammatico, commovente e travolgente libro aperto sulla storia dei neri, e mai come in questo contesto è cresciuto parallelamente e si è formato simbioticamente alle vicende ed alle tragedie dei suoi protagonisti, cosicché sarebbe inconcepibile separarne l'evoluzione artistico-musicale-culturale da quella storico-sociale.


Di qui appare estremamente calzante e precisa l'identificazione del blues con il concetto di "musica come ideologia", intesa cioè quale elemento culturale e di lotta la cui estetica sottolinea le contraddizioni sociali del tempo ed il cui linguaggio formale tende a cobatterle ed a superarle.

Il New Groove Dictionary of American Music definisce il blues come "Secular Black American Music del XX Secolo la cui storia ed evoluzione è separata, ma a tratti correlata, a quella del jazz. Nato da oscure e difficilmente documentabili radici rurali americane, è divenuto il genere di musica popolare più diffuso su disco e più registrato. I mutamenti sociali ne hanno di volta in volta trasformato le caratteristiche. Dagli anni Sessanta il blues è divenuto la più importante e identificabile influenza della Western Popolar Music. (Il blues è anche un modo di essere ed un modo di esprimersi connaturato al popolo nero)".

Le cellule che alimentano il blues sono molteplici e differenti tra loro: dai richiami ancestrali e tribali ai canti di lavoro, dai richiami (hollers) ad una moltitudine di inni e di canti religiosi (spirituals, sinful songs, secular songs, jubilees, anthems, spesso derivati dai canti luterani, dai canti popolari anglo-scoto-irlandesi e dalle Chiese battista e metodista sviluppatesi sul finire del Settecento), dal black minstrelsy al vaudeville, dai medicine shows ai primi songsters

Studiando attentamente le forme strutturali e compositive dei vari bluesman, Harry Oster ha estrapolato le seguenti caratteristiche e forme di blues:

1. Espressione di una emozione attraverso il canto e l'accompagnamento strumentale ( segue la distinzione classica delle armonie, della struttura in "12 battute", ect.).
2. Una performance solo strumentale che segue un ben determinato schema.
3. Un brano che partendo dalla classica struttura si evolve modificandosi, arricchendosi e contaminandosi con altre forme.
4. Il Talking Blues.
5. Brani che si assimilano al blues per sentimenti espressi ed estetica strumentale.

Spesso parlando di blues si prendono in considerazione alcune di queste modalità espressive (si parla degli spirituals e delle ballate dei songsters come di "blues") i cui limiti e confini spesso si sovrappongono e stemperarno tra loro, e del resto il problema delle classificazioni e delle tipologie è sempre stato uno dei più controversi.


Anche Paul Oliver, un'autorità nel campo degli studi sulla musica popolare nera, afferma che le distinzioni tra i vari stili (country blues, rural blues, urban blues, classic blues, post-classic blues, Georgia blues, archaic blues, Mississippi blues, Texas blues, rhythmn and blues) sono tali, tante e talmente variegate, che la più attendibile è quella basata sulla struttura armonica delle canzoni.

Abbiamo così la principale famiglia dei songs caratterizzati dalle classiche "12 battute" (twelve-bar blues) divise secondo il semplice schema A - A - B (più precisamente AB - AB - CD) costituiti sulle armonie di tre accordi (Tonica, Dominante e Sottodominante) di quattro battute ciascuno, e tre stanzas o versi, i primi dei due uguali e ripetuti, ed il terzo a chiudere e dare compiutezza alla strofa, per esempio:

"I'll be wrong but I'll be right someday
 I'll be wrong but I'll be right someday
 Well I Know you're going be sorry to treated me this way"
 
" Va tutto storto ma un giorno andrà meglio
   Mi va tutto storto ma un giorno andrà meglio
   Bene, so che ti scuserai per avermi trattato in questo modo"

che traspongono nel binomio chitarra-voce la struttura di chiara matrice africana ( e derivata dai richiami delle piantagioni e dei campi, dai worksongs, dagli hollers e dai ditties), per mezzo del caratteristico uso della scala pentatonica minore (con la terza e la settima in bemolle, quindi abbassate di un semitono), e quindi dal particolare uso delle cosiddette blue notes o bent notes (note abbassate), un elemento peculiare e distintivo di questo che viene considerato "puro blues". (benché questa sia la forma più usata, esistono numerosi blues strutturati sulle "8", "16", tipiche del Gospel e sulle "24", "32" battute)

...continua....

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